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Passeggiata 4

26. Chiesa S. Filippo 
27. Chiostro 
28. Via Camilli 
29. Via Fossatello 
30. Via del Teatro 
31. Via delle Piagge 
32. Via le Scuole 
33. Seminario Diocesano 
34. Torre Civica 
35. Cattedrale 
36. Palazzo Vescovile 
37. Palazzo Comunale 
38. Via del Montarone 
39. Via Amedeo 

Questo itinerario, partendo da Porta S. Martino, fa conoscere Nocera nella sua struttura altomedioevale, costituita da una serie di costruzioni, concepite per la difesa. Le vie, infatti, risultavano essere ripide e strette e seguivano la linea di livello del colle, facendo convergere verso la grande Rocca. La Nocera sorta dopo l’invasione dei popoli nuovi ha cominciato la sua vita dal quartiere del Borgo di S. Martino per la vicinanza della porta alla Flaminia. Naturalmente il Borgo fa riferimento alla Rocca. 

PORTA SAN MARTINO
(Vedi Passeggiata n.2)

Salendo, sulla sinistra si costeggiano le vecchie mura dove è tuttora presente una torre di difesa. Lungo questa strada, fino al 1600 vi era una serie di abitazioni, come risulta anche da recenti scavi. Proseguendo si incontrano le fontane ricavate nello spazio tra le mura e le abitazioni. Vi si trovano varie porte medioevali; spicca sullo sfondo un portale medioevale di stile gotico. Riprendendo il viottolo si sale a Via S. Martino e, proseguendo, si giunge a Piazza S. Filippo.

CHIESA SAN FILIPPO

E’ stata costruita in stile neo-gotico, nel periodo che va dal 1864 al 1868, dall’architetto Luigi Poletti, con relativo campanile in stile. L’interno della chiesa è poco interessante; dietro l’Altare centrale una grande tela di Giuseppe Grandi raffigura una estasi di S. Filippo Neri. Dalla piazza si possono percorrere i caratteristici Portici, costruiti sopra le mura, che conducono alla Porta Vecchia. Si tratta di aperture a tutto sesto, di varie dimensioni, che si affacciano sul Parco Comunale, permettendo, così, una panoramica passeggiata al coperto. L’arcatura dell’intero porticato è stata realizzata nel sec. XVII con arcature a volta reale. Dell’antica difesa rimangono oggi conservate alcune feritoie medioevali. Una serie di porte dello stesso stile, ricorda le botteghe della Nocera dell’epoca. La costruzione, sopra alla prima parte dei portici (vicino alla chiesa di S. Filippo), è stata restaurata nel secolo scorso dall’architetto Calderini per un collegio studentesco. Salendo da piazza S.Filippo verso via Camilli, nell’interno, attraverso una breccia aperta nelle mura dell’ex monastero di S. Chiara, si accede ad uno dei chiostri, che oggi costituisce un angolo particolarmente suggestivo. 

VIA CAMILLI 

Oltre palazzo Camilli, verso destra, si può ammirare un muro significativo dell’età medioevale con portali, finestre e marcapiani. Percorrendo il "vicolo", attraverso delle scalette, si accede in via Fossatello. 

VIA FOSSATELLO 

Il nome deriva da un fossato che, nel Medioevo, raccoglieva le acque piovane; lo si attraversava con la sportella del Borgo. Da via Fossatello, attraverso ripide scalette, si sale in via del Teatro. 

VIA DEL TEATRO

Prende il nome dal teatro, in stile liberty, con doppia fila di palchi, inaugurato agli inizi di questo secolo ed oggi chiuso per restauro. Attraverso ulteriori scalette o percorrendo tutta la via, si giunge a Via le Piagge (o via Renato Lucari). 

VIA LE PIAGGE

Nome medioevale, che ricorda un terreno scosceso. Oggi si chiama Via Renato Lucari, per onorare un nocerino, ufficiale dell’esercito caduto nella Prima Guerra Mondiale. Verso destra, si sale fino ai piedi della Torre Civica; verso sinistra, si percorre Via le Piagge; arrivando fino al Borgo, si prosegue per Via S. Rinaldo e si arriva alla Cattedrale e alla Torre Civica. Da Via le Piagge, prima di arrivare al Borgo, si può girare a destra, in Via le Scuole, dove si ammirano portali e finestre medioevali. Si giunge in Piazza del Seminario ed in Via S. Rinaldo, dove, sulla destra, si trova l’ingresso principale dell’ex Seminario Diocesano. 

SEMINARIO VESCOVILE

Il palazzo, oggi non più adibito a Seminario, risale al 1760, come dice l’iscrizione sopra la porta d’ingresso. Risulta costruito con criteri pedagogici atti a dare più luce possibile agli ambienti; infatti, presenta numerose finestre, spaziosi corridoi interni e luminose stanze per gli alunni; nella parte occidentale vi sono i cortili interni. L’istituzione religiosa risale al 1569, insediandosi prima nell’attuale Palazzo Comunale, poi nella nuova sede che ebbe lustro e importanza tanto da diventare, nel secolo scorso, sede di studi per molti giovani. Il vescovo Piervissani (1800-1848) ottenne dalla Sede Apostolica la possibilità di laureare in Diritto Canonico, Diritto Civile e Teologia; diede inizio, inoltre, alla Biblioteca che da lui prese il nome e che, arricchitasi nel tempo di altri volumi per acquisti e lasciti, oggi contiene 40.000 volumi, alcuni di valore culturale e storico, altri con preziose rilegature; le cinquecentine sono 720 e ci sono 200 titoli di riviste. Dal Seminario uscirono, nel secolo scorso, sei Vescovi. In cima a via S. Rinaldo , sulla destra, si innalza imponente la Torre Civica. 

TORRE CIVICA

E’ il maschio, residuo della Grande Rocca che, mille anni fa, è sorta come segno del potere della Contea di Nocera. La Rocca comprendeva parte di Via S. Rinaldo, il Seminario fino a Via Le Piagge e si ergeva sopra le Mura Castellane. Aveva inglobata la chiesa cattedra- le, costruita precedentemente. La gran-de Rocca fu di-strutta dalle truppe di Federico II nel 1248. La Piccola Rocca divenne, prima, palazzo comunale, palazzo dei Trinci (fino al 1439), poi sede del Comune di Nocera fino al XVIII secolo, quando i terremoti la distrussero quasi completamente. E’ rimasto qualche segno di questa sui muri che costituiscono oggi la sacrestia della Cattredale. La torre, alta 30 metri, conserva i caratteri del periodo alto-medioevale. L’antica entrata era posta alcuni metri più in alto rispetto all’attuale ed è ancora visibile in rientranza; le feritoie ed i grandi archi sulla sommità facevano spaziare la visione del territorio nocerino e dell’intera contea. 

DUOMO

E’ la chiesa principale di Nocera e chiesa madre della ex Diocesi di Nocera e Gualdo, fino al 1986. Ha subito varie ristrutturazioni. Posta sulla cima del colle, rimanda alla sostituzione del culto pagano con il culto cristiano: forse qui è da porre il tempio alla dea Favonia da cui è derivata la tribù dei Nucerini Favonienses che, con i Nucerini Camellani (venuti da Camerino), vissero durante la civiltà umbra e romana. La notizia delle due tribù risale a Plinio (NH. III, 113). Nel sec. V, quando si istituì la diocesi nocerina, il tempio fu trasformato in chiesa e dedicato a Maria. Di un’altra ristrutturazione, avvenuta intorno al sec. X, rimane il portale romanico, posto nell’ingresso laterale della chiesa, collocato in cima a Via S. Rinaldo e arricchito da una decorazione, in pietra scolpita, di vitigni ed animali nella fascia dell’archivolto. Altro resto, probabilissimo, di questa cattedrale è una massiccia croce in pietra contenente una croce incavata, che si conserva nel museo diocesano. Dopo la distruzione di Nocera da parte di Federico II, nel 1248, la chiesa fu abbandonata e solo nel 1448 venne ricostruita sulle antiche fondamenta. L’architettura era ad una sola navata, con copertura ad arconi e travature secondo lo stile francescano, (lo stesso stile tuttora visibile nella chiesa di San Francesco). Gli ornamenti in pietra della facciata principale sono una ristrutturazione moderna, risalente al 1925 (come descrive la lapide apposta sulla parete). Entrando dalla porta secondaria (su via S.Rinaldo) si presenta una grande navata, con abside semicircolare. Il rifacimento risale all’inizio del XIX secolo, in stile neoclassico con colonne, lesene e volte in gesso lavorato. 

CAPPELLA DELLE RELIQUIE

A sinistra dell’ingresso si trova la cappella, detta oggi delle Reliquie, per la presenza di numerose reliquie con servate in contenitori settecenteschi in legno dorato e vetro. Sulla parete è visibile un affresco del pittore Domiziani di Fabriano, risalente al 1582, raffigurante la presentazione di Gesù al Tempio. Sul pavimento la pietra tombale di Mons. Francesco Alberigi, sacerdote nocerino divenuto, nel secolo XVIII, vescovo di Città della Pieve e, successivamente, inviato a reggere la diocesi di Foligno. 

CAPPELLA DEL SS. SACRAMENTO

E’ una cappella in stile neoclassico, con crocifisso in coccio cinquecentesco; l’altare, l’ambone ed i sedili sono di marmo policromo. Nella nicchia di sinistra è posta la statua in legno della Madonna Pellegrina, regalata nel 1948 dall’ordine dei Cavalieri di Gerusalemme. Sotto, sono contenute, in un’urna d’argento, le reliquie di Santi Martiri nocerini anonimi. Sulla nicchia di destra è posta la statua lignea di S. Giuseppe. Sotto si conserva un’urna seicentesca, in legno dorato e cristalli, con i parati sacri indossati da S. Rinaldo; fino al 1822 vi era contenuto il corpo del Santo. 
Tornando nella navata centrale, si vede il coro canonicale e la cattedra del Vescovo in noce scolpita. Sulla volta sono visibili gli affreschi moderni (1925) rappresentanti i protettori di Nocera: l’Assunta al centro, alla sua destra S. Rinaldo e, alla sua sinistra il beato Tomassuccio da Nocera. Le finestre sono istoriate in vetri smaltati, dono del vescovo Mons. Giuseppe Pronti (1951-1974). Le tribune laterali sono in legno dorato. Da notare le canne, parte dell’organo acquistato dal Teatro della Opera di Roma nel 1897. L’altare è in marmo, con, all’interno, l’urna d’argento e cristalli, contenente il corpo venerato di S. Rinaldo, Vescovo di Nocera, morto il 9 febbraio del 1217 e divenuto Santo Patrono. Figlio primogenito dei Conti di Nocera, abbandonò tutto per divenire monaco eremita a Fonte Avellana. Eletto ausiliare del Vescovo Ugo, resse la diocesi di Nocera dal 1213 fino alla morte. Partecipò alla proclamazione dell’indulgenza della Porziuncola di Assisi, nell’agosto del 1216. La ricorrenza della morte è celebrata come festa cittadina. Accanto all’ingresso della sacrestia si trova la cappella dedicata a Maria.

CAPPELLA DI MARIA 

E' decorata con gessi e tele; quest’ultime sono del pittore perugino Cesare Angeli, realizzate nel 1619: la centrale raffigura S. Carlo e S. Anna, ai piedi dei quali vi è Nocera; quella di destra ricorda la Presentazione di Maria al tempio, mentre la tela di sinistra rappresenta l’Annunciazione. Le statue in gesso sono di Morbio da Como, eseguite ai primi del ‘600 e raffigurano S. Rinaldo, S. Felicissimo, S. Caterina di Alessandria, S. Monica. Nella lesena di entrata sono raffigurati, in pittura ad olio, alcuni Santi: a destra troviamo un’immagine di S. Paolo; sopra, quella del Beato Tomassuccio; a sinistra è raffigurato S. Pietro e, più in alto, S. Francesco di Assisi. Nell’archivolto sono rappresentati cinque angeli con vari simboli. 
Nella successiva cappella si trova la tela della Confraternita del Rosario, risalente al sec. XVI. Nell’ultima cappella, nell’angolo destro della chiesa, c’è il Fonte Battesimale in marmo, scolpito nel ‘500, con coperchio in noce lavorata. Sullo sfondo è posta una cornice in marmo policromo. Tre tele settecentesche anonime completano la cappella.

Lateralmente all’ingresso principale, sono posti due confessionali, in noce lavorato, del secolo scorso.

Uscendo dalla Cattedrale e tornando in via S. Rinaldo si può ammirare il campanile, costruito nel sec. XVI, con volte ed arconi in pietra e laterizi; nella cella campanaria sono poste quattro campane (la S. Rinaldo, la Strilla, dei Cenni, la Campana da Morto) di notevoli dimensioni. Di seguito c’è il Palazzo Vescovile.

PALAZZO VESCOVILE 

Risale al secolo scorso ed è sede degli uffici della curia. La maggior parte dell’edificio è adibito a casa di spiritualità e convegni, diretta dalle Suore di Maria Riparatrice e si chiama Casa San Giuseppe. 

VIA SAN RINALDO

Scendendo c’è il Palazzo Comunale. Edificio settecentesco con grande scalinata interna, una caratteristica sala consiliare ben affrescata. Questa sala, nel 1500, costituiva la chiesa della confraternita di S. Maria e si chiamava la chiesa della Mattonata, in quanto via S. Rinaldo era l’unica strada mattonata del tempo. Sulla parete esterna dell’edificio, sono poste due lapidi, l’una in ricordo di due carabinieri di Nocera, medaglie d’oro alla resistenza, l’altra, dei caduti della guerra partigiana nel territorio di Nocera. Questo palazzo è stato sede del seminario diocesano dall’anno della sua fondazione, cioe’ dal 1569 al 1760. 
Giunti a Piazza Caprera, sulla destra, si trova via del Montarone.

VIA DEL MONTARONE

Questo nome è dato dal residuo dell’argine, a valle dell’antico fossato, che, da qui all’altezza del palazzo comunale, era antistante e proteggeva l’antica rocca di Nocera.

Percorsa la via ed attraversata la strada della Circonvallazione si giunge in via San Giovanni, caratteristica per portali medioevali. Tale via conduceva al piazzale dell’antica porta di S. Croce.

PORTA SANTA CROCE 

Era una porta risalente al XIII secolo, posta sul lato orientale della città. Ad essa confluiva l’antica strada, oggi non più visibile, che dalla montagna giungeva a Nocera. Dell’antica porta, non restano tracce.

Da Via S. Giovanni è possibile scendere in Via Amedeo per una tipica e ripida scala medievale. La stessa, verso destra, conduce alla strada della Circonvallazione, mentre, verso sinistra, immette in Via Tullio Pontani (Borgo Piccolo). Scendendo, si raggiunge Corso Vittorio Emanuele, Piazza Vincenzo Blasi e, quindi, Piazza Umberto I.
PORTA SAN FRANCESCO

Nel corso dei secoli varie sono state le sue denominazioni. Dallo statuto nocerino del 1371, che la chiamava Porta S.Francesco (per via di un miracolo che il Santo compì nei pressi della porta), alla voce popolare che la chiamava Porta Nuova (rispetto a quella di S. Martino), fino a quando, nel sec XVI, fu chiamata Porta Vecchia, in seguito alla costruzione della nuova, detta oggi Porta Nuova. La porta, di stile duecentesco, ha una grande arcatura a tutto sesto; dalla sommità si dominava tutta la zona antistante e, particolarmente, la Flaminia. Davanti vi era il "fossatum comunis" (fosso del comune), che si poteva transitare solo attraverso il ponte levatoio. Sulla facciata esterna, sopra l’arcatura, sono scolpiti stemmi podestarili. Alcune scheggiature della pietra della torre, sopra la porta, ricordano l’ultimo attacco alla cinta muraria di Nocera, avvenuto il 18 novembre 1744, da parte di un contingente spagnolo che si scontrò con un drappello dell’esercito austriaco durante la guerra di successione austriaca.

Varcata la porta si giunge in Largo Vincenzo Blasi.

LARGO VINCENZO BLASI

La dedica va ad un medico nocerino, fondatore del P.S.I di Nocera Umbra, benemerito per l’elevazione delle classi meno abbienti, caduto al fronte della I Guerra Mondiale nel 1916. 

IL BORGO

Inizia dalla Porta Vecchia la strada del Borgo che interrompe la struttura a circoli concentrici ascendenti verso la rocca, posta sulla sommità del colle, punto nevralgico della difesa medievale. Le abitazioni che vi si affacciano indicano i periodi della storia di Nocera, a partire dal 1200. Le costruzioni antecedenti non hanno ricordo, poichè la città fu largamente distrutta dalle truppe di Federico II nel 1248 e dal tragico terremoto del 1279. La ricostruzione è avvenuta sulle antiche fondamenta, lasciando intatta la struttura di una città che mostra avere, come suo primo interesse, la difesa militare. Salendo dalla Porta Vecchia, dopo circa 50 m., sulla sinistra in alto, sono visibili parti consistenti di una costruzione cinquecentesca in cotto rosso, con significative arcate alle finestre. Dopo le scalette di via Sassaioli si può osservare un edificio che conserva frammenti di muro trecentesco; il sesto delle finestre e delle porte è in mattoni, coronate da una fila di cotti emergenti sopra l’arcatura. Caratteristica la scalinata di accesso. Sulla destra è visibile l’edificio dell’antico monastero di S.Chiara, trasformato in abitazioni private. Un arco a tutto sesto, di fattura moderna, immette in uno dei chiostri del monastero, totalmente ristrutturato. Sotto l’arco sono visibili le mura duecentesche della chiesa di S. Chiara. 

CHIESA DI SANTA CHIARA

Anticamente si chiamava S. Maria del Borgo, con struttura romanico-gotica e pareti a faccia vista. Dell’antica chiesa sono rimaste, sul Borgo, una monofora e un’ampia finestra a tutto sesto, affrescata. Il portale gotico è stato manomesso per una apertura a mattoni. Sul lato della chiesa, lungo le scalette verso Via Camilli, sono visibili un bel portale gotico e una monofora. Dal 1257 la chiesa servì al monastero delle Clarisse, trasferitesi da Valle Feggio. Allora si cominciò a chiamarla S.Chiara. Nella prima metà del sec. XVII, la chiesa fu sopraelevata e venne costruito un grande portale in cotto. Internamente la chiesa conserva la fattura seicentesca. Vi sono tre altari in legno dorato; sull’altare maggiore è posta una tela di Carlo Maratta (1625-1713) rappresentante la natività della Vergine, eseguita nel 1643; fu la prima opera pubblica dell’artista marchigiano. La tela contenuta nell’altare di destra rappresenta l’Annunciazione ed è stata eseguita, nella seconda metà del sec. XVII, da autore ignoto. Nell’altare di sinistra è situata una tela della Crocifissione. A destra dell’ingresso, una cantoria in legno dorato di stile veneziano completa la bellezza della chiesa. Nel 1991 si sono conclusi i lavori di restauro, che hanno ridato alla chiesa il tono ed il vigore originari; durante tali lavori, è venuto alla luce, nella parte muraria dell’altare maggiore, un affresco settecentesco raffigurante la Pietà. Il pavimento, completamente rifatto in cotto a stile, riproduce le linee di quello piu’ antico.

Proseguendo in salita, sempre sulla destra, si incontra Palazzo Camilli.

PALAZZO CAMILLI

Palazzo nobiliare cinquecentesco, appartenne ai Camilli, famiglia di personaggi illustri, come Pieranto- nio, generale dei conventuali, Annibale autore del libro sulle pro-p r i e-tà del- l’acqua di Nocera (la cui prima edizione risale al 1601) e Francesco, benefattore delle Opere Pie della città, ricordato nella lapide commemorativa posta all’esterno dell’edificio. Lo stemma nobiliare è riprodotto nelle fasce dell’intonaco e nella cornice della lapide. 

PALAZZO NOBILIARI 

Ancora avanti, vi è il palazzo nobiliare della famiglia Dominici. Il portale e le decorazioni delle finestre, in pietra locale, sono in leggero degrado; un voltone in cotto su via Fossatello divide palazzo Camilli da palazzo Dominici. Subito dopo vi è il palazzo della famiglia Angeli, di cui ben si conservano il portale d’ingresso ed i cornicioni delle finestre. Sulla sinistra è individuabile un palazzo, di vari stili, conservante il ballatoio di un’antica bottega artigianale di ceramica (sec. XV). Sulla curva si presenta un bel palazzo nobiliare, a forma di torre, con uno splendido terrazzino quattro-centesco in pietra lavorata. Sopra il portone d’ingresso vi è scolpita l’iscrizione "aeternam inquire domum" (ricerca la casa eterna). Sulla sinistra troviamo via Il Sasso, interessante da percorrere in quanto, nell’architettura degli edifici che in essa si affacciano, sono individuabili diversi stili: da una parete con porte duecentesche, ad un portale quattrocentesco, ad edifici di epoche ancora successive. Questa via si congiunge, poi, con via Tullio Pontani che, da Piazza Caprera, scende ripidamente verso Porta Vecchia. 

PIAZZA CAPRERA

Il Borgo termina a Piazza Caprera, l’antica piazza del Comune di Nocera detta, nel ‘500, Piazza Grande. Sulla destra è rimasto un angolo della sua struttura cinquecentesca. A fianco troviamo la bella facciata ottocentesca della ex chiesa della Madonnina, in una architettura di armoniosa sintesi tra la pietra ed il cotto. La pavimentazione della Piazza, recentemente rimaneggiata, è stata divisa in due parti, una in cotto e cemento, l’altra in selciato e verde. L’antica cisterna, ancora esistente sotto l’area mattonata, contiene solo poche pietre originali. Sulla piazza si erge la chiesa di S. Francesco. 

CHIESA DI SAN FRANCESCO

Splendida la facciata in pietra a faccia vista con un portale marmoreo di stile gotico. La porta secondaria a tutto sesto, di stile romanico, e la monofora a fianco sono più antiche e indicano una chiesa anteriore a quella dedicata a S. Francesco. Il convento dei Francescani, sorto mentre era in vita il loro fondatore, era sito nei pressi del giardino Angeli (lungo il ponte della circonvallazione), vicino alla chiesa dedicata a S. Pietro, oggi non più esistente. Fu distrutto nel 1318 ed i Conventuali furono accolti dentro le mura, nella chiesa Romanica, forse dedicata a S.Bartolomeo. I frati ingrandirono sia il convento che la chiesa nel 1368, come dice l’iscrizione a fianco del portale gotico. Si ristrutturò la chiesa dedicandola a S. Francesco. L’interno ha la forma di un ampio rettangolo, ritmato da grandi arconi che sorreggono i legni e le pianelle del tetto; sui fianchi vi è un ballatoio "alla francescana" e sul fondo, sopra l’altare, si apre una piccola ed elegante abside con volta gotica. Alla chiesa, nei primi anni del 1500, è stato unito il campanile. Ora la chiesa di S. Francesco è adibita a Pinacoteca Comunale. E’ visitabile e contiene affreschi di Matteo da Gualdo e un altare in stile gotico. Di grande pregio sono il polittico di Nicolò Alunno (1483), la tavola di Matteo da Gualdo (1498) e la croce francescana della seconda metà del sec. XIII. Vari pezzi di scultura e pittura di autori locali e reperti archeologici risalenti ad epoche diverse abbelliscono la raccolta. Alla fine del muro a faccia vista, fino ad un secolo fa si ergeva un muro, ugualmente a faccia vista, con doppio portale, che introduceva nel chiostro del convento, di cui si notano ancora le arcature delle finestre che davano nell’interno. La parte nord della piazza era zona conventuale, come indica la parete di fondo della stessa, che era un muro interno. 

PALAZZO COMUNALE (PIAZZA CAPRERA) 

Si trova di fronte alla chiesa di S. Francesco. L’edificio, nei secoli, è stato molte volte trasformato. Nella ricostruzione del secolo XIII lo stabile era diviso in tre edifici che ospitavano, rispettivamente, la chiesa di S. Girolamo, di cui oggi rimane il portale gotico a faccia vista (in calcare bianco) ed un residuo di rosone; a fianco, distaccata, c’era la torre del Podestà, con il finestrone, dal quale egli emanava i suoi decreti, e, sotto, il tribunale dello stesso Podestà. Oggi è riconoscibile soltanto l’ingresso di tale edificio, caratterizzato da un grande arco in calcare bianco. Il portale, di pietra locale, immesso all’interno, nel 1500 è diventato porta principale d’ingresso del palazzo. Separata da una stretta via, la curia diocesana, con annessi il Palazzo Vescovile e la chiesa di S. Spirito, demolita, però, per l’allargamento della Circonvallazione. Della Curia rimangono i quattro portali gotici di accesso. Nel 1530 il vescovo Varino Favorino (1514-1537), a seguito degli spostamenti degli uffici municipali, trasformò in un unico edificio tutte queste realtà e fece il sontuoso palazzo vescovile, residenza dei vescovi di Nocera fino al 1840. Sull’angolo del palazzo, ex convento francescano, dove giunge la strada della circonvallazione, è stato lasciato un pezzo di parete, significativo, in cui si nota l’architettura duecentesca della pietre, che erano bugnate ed affilate. Bello il portale gotico con a fianco una porta più piccola, che immetteva nei piani superiori, volgarmente detta la Porta del Morto. Tale nome, di origine popolare, nasce dal fatto che questa porta veniva utilizzata per far uscire dalla casa i familiari deceduti, oltre che a difendere la famiglia da attacchi esterni improvvisi, poichè le sue ridotte dimensioni permettevano ad una sola persona di ostacolare l’accesso al nemico e quindi coprire la fuga di chi era in casa. Colui che difendeva la fuga era destinato a morire sotto i colpi dei nemici. 

BORGO PICCOLO

E’ la via ufficialmente dedicata a Tullio Pontani (giovane nocerino caduto nella prima guerra risorgimentale). Anticamente non esisteva nel primo tratto. Sulla destra, scendendo da Piazza Caprera, si trova il monastero di S. Giovanni Battista. Esso, prima della distruzione di Nocera (1248), costituiva la residenza del Vescovo, nonchè l’abitazione dei canonici di Nocera. Nella metà del 1400 divenne il convento delle Terziarie Francescane. Nel 1846 l’istituzione conventuale fu riformata dalla venerabile Chiara Steiner ed esiste tuttora. Il palazzo dal 1600 non ha subito notevoli cambiamenti; l’architettura è evidenziata da marcapiani in pietra e riquadri nelle finestre con intonaco. La chiesa, dedicata a S. Giovanni, è la parte meridionale di un’antica chiesa a tre navate, intitolata a S. Maria, che è stata Cattedrale dal XIII al XV secolo, di cui l’unica parte rimasta è l’arco gotico. Stupendo è il portone seicentesco in noce, recentemente restaurato. Internamente la chiesa ha tre altari seicenteschi in legno dorato. Splendida la tela dell’altare maggiore che rappresenta la nascita del Battista ed è stata realizzata nel 1606. La tela dell’altare di sinistra rappresenta la SS.ma Trinità, attribuita a Guido Reni; la tela dell’altare di destra raffigura la Madonna della Cintura con il bambino, S.Agostino, S.Monica, S.Francesco di Paola e S.Francesco di Assisi; è opera di Giacinto Boccanera che la realizzò nel 1733. Da notare due rosoni in legno dorato di straordinaria finezza e un affresco settecentesco di Maria Immacolata (sulla destra), con cornice in pietra lavorata. 

PIAZZA TORRE VECCHIA

Scendendo, sulla sinistra, una caratteristica piazzetta a costruzione semicircolare ricorda molta storia della città di Nocera. Era la piazza dell’Arengo dove, nel periodo longobardo, si svolgevano le assemblee degli uomini liberi. Nel periodo comunale, qui si radunava il Consiglio del Popolo. Per affermare l’autonomia comunale venne innalzata, al centro della piazza, la torre di S. Giovanni, detta anche del Comune. Era posta in opposizione alla Rocca (attuale Torre Civica), collocata sulla sommità del colle di Nocera, simbolo del potere dei Conti. Una volta persa la sua originaria funzione, la torre fu demolita, fino a realizzarne una cisterna per la raccolta di acqua piovana. Oggi, la piazzetta è stata restau- rata con una pavimentazione in porfido. A ricordo dell’antica torre, ne è stato evidenziato in travertino il perimetro. Di fronte alla piazza vi è una grande costruzione (attualmente monastero). Dalla fine del 1400 al 1600 fu sede dell’ospedale maggiore di Nocera. I suoi locali furono ricavati dalla chiesa di S.Maria. L’attuale androne rappresenta la via che conduceva all’Arengo; il suo tracciato, oggi annesso al monastero, si ricollegava all’attuale via S.Giovanni. La parete a faccia vista, con un grande portale gotico, è la facciata della chiesa medievale di S.Giovanni della Sportella. La chiesa è stata affrescata da Matteo da Gualdo. Alcune pitture sono state recentemente restaurate. L’edificio è stato trasformato in abitazioni private. Esiste ancora una parte dello sperone che chiudeva la strada, con una entrata di ridotte dimensioni detta, appunto, la Sportella; da qui si accedeva alla piazza dell’Arengo, attraverso alcune scale, custodite da guardie.

Scendendo, si attraversano Via Amedeo (divisa in due dalla strada stessa) e più in basso Via Ortaccio, dove si può osservare, sulla sinistra, un’arcata coperta, di tipica fattura medioevale. Nell’ultimo tratto di via Tullio Pontani, le costruzioni sulla sinistra ripropongono motivi di porte e finestre medioevali, ben conservate. Sulla destra si innalza il palazzo dei Conti Olivieri Benigni, di cui, sul portale di accesso, è ancora ben visibile lo stemma gentilizio. Il palazzo è oggi adibito ad abitazioni private. Da notare l’ampio ingresso con la nobile scalinata di porfido nero. Il palazzo nel 1841, ha ospitato Papa Gregorio XVI, come indica l’iscrizione posta nel primo ballatoio. Si ritorna nel Borgo, nei pressi della Porta Vecchia.